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Pluralismo e Multiculturalismo

Pluralismo e Multiculturalismo

Uno dei fenomeni che più caratterizza il mondo di oggi è quello della diversificazione. E questo fenomeno riguarda la società secolare quanto le chiese. Al tipico e millenario modello dei “sistemi omogenei” che puntavano sulla stabilità e l’equilibrio oggi si contrappone il modello dei “sistemi eterogenei” che invece sono caratterizzati da mobilità, dinamismo ed apertura. I sistemi omogenei erano dei sistemi centripeti mentre quelli eterogenei tendono ad essere centrifughi. Le comunità di fede, come qualunque altra realtà inserita nel contesto  sociale e culturale contemporaneo, possono e devono posizionarsi di fronte a questo fenomeno odierno. Sarebbe però illusorio pensare che si possa totalmente decidere se accettarlo o meno. Essendo per definizione dei processi al di sopra degli individui, noi li subbiamo prima ancora di poter decidere su loro. Questo non significa però che siamo determinati a subirli completamente. Possiamo deciderli di orientarli e di resistere parzialmente. Ciò che invece è impossibile è pensare di poter sfuggire completamente al loro influsso. E poi non è detto che questi processi socio-culturali siano negativi. E’ importante rendersi consapevoli del proprio tempo storico e della sua configurazione sapendo che non lo si può scegliere però anche che non lo si deve necessariamente subire in completa passività.

Due manifestazioni importanti di questa tendenza storica alla diversificazione socio-culturale sono il pluralismo e il multiculturalismo. Ambedue realtà non solo mettono in evidenza il fatto che all’interno dei gruppi umani oggi l’asimmetria, la differenza, il dissenso non sono delle anomalie ma soprattutto ci ricordano che la ricerca del  consenso totale e la simmetria sociale ed ideologica assolute, oltre ad essere impossibili sono anacronistiche. Questo pone un obbligo oltre che morale o amministrativo anche teologico alle comunità di fede. E se c’è saggezza umana e saggezza spirituale le chiese non solo cercheranno di rispondere e adeguarsi criticamente a questo fenomeno ma soprattutto proveranno a leggere la Bibbia alla luce di questa nuova situazione. E questo implica una nuova ermeneutica. Alla classica e nobile “ermeneutica dell’adeguamento” alla Bibbia bisogna imparare ad articolare anche una “ermeneutica dell’innovazione”. Tutte due sono bibliche. E riguardo al pluralismo e alla multiculturalità, tipici fenomeni del nostro tempo, la Bibbia ha molto da dire. D’un colpo è come se non solo la Bibbia illumina il nostro tempo ma anche il contrario grazie ai fenomeni tipici del nostro tempo la Bibbia è illuminata diversamente e quindi arricchita.

Il pluralismo, religiose o laico, rappresenta un primo livello di diversificazione. Fondamentalmente questo esprime la legittimità della diversità di sguardi all’interno d’un sistema. Nella società attuale questo significa che al tipico monolitismo religioso italiano dato dalla predominanza assoluta della chiesa cattolica oggi pian piano si afferma irreversibilmente la convinzione che si può essere italiano senza essere cattolico o addirittura non essere religioso affatto. Nella chiesa avventista questo significa che al tipico modello dell’avventista militante e zelante che segue tutte le attività e proposte della chiesa oggi già di fatto si è affermata la convinzione che l’appartenenza può avere vari profili dei quali non è esclusa la preferenza individuale. Noi abbiamo oggi in Italia in gradi diversi a seconda delle comunità un pluralismo di fatto all’interno dell’avventismo. Ma la diversificazione non si ferma al pluralismo. La multiculturalità è all’ordine del giorno. Questa implica qualcosa in più. Fondamentalmente il multiculturalismo esprime non solo la legittimità della diversità  all’interno d’un sistema ma soprattutto la legittimità “dei sistemi” in un orizzonte di convivenza comune. L’avventismo italiano certamente conosce da qualche anno oltre al pluralismo anche il multiculturalismo etnico. Ma il multiculturalismo etnico è solo una dimensione, quella più visibile, del fenomeno multiculturale. Oltre al fenotipo etnico diverso qui emerge anche la diversità di categorie umane, sociali, forme di pensiero, forme di credere, forme di ermeneutiche della Bibbia ecc.

Per questo motivo due atteggiamenti sono d’obbligo. Primo, il ridimensionamento del proprio profilo e della propria identità. Non è possibile accogliere un sistema diverso se prima non si relativizza, al meno parzialmente, il proprio sistema. Secondo, il riconoscimento della validità del profilo altrui. Se l’altro è solamente sopportato, tollerato ma non riconosciuto nella legittimità del suo essere diverso, del suo sistema diverso, la convivenza diventa impossibile. E qui la Bibbia è maestra perché per esempio la chiesa primitiva conviveva in una visione comune ma nella diversità dei sistemi di fede dato da un lato dalla chiesa giudeo-cristiana d’un lato e dalla chiesa pagano-cristiana d’un altro lato.

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